Arcadia Ricerche nasce
alla fine degli anni ottanta dalla consapevolezza di una carenza di
comunicazione tra gli operatori del settore ed in particolare tra chi
si occupava di restauri dal punto di vista operativo e gli studiosi
della materia. Per questo un pool di esperti, guidati dal direttore
tecnico Guido Driussi, hanno dato vita ad una società di servizi e
consulenza nell’ambito del restauro di Beni Culturali, che ben presto si
è sviluppata anche nel campo dell’edilizia civile. Infatti, le
conoscenze acquisite nel comparto del restauro di beni culturali, sia in
termini di acquisizione di “saperi tradizionali” sia come possibilità di
applicare una sorta di reverse engineering, risultano complementari e
funzionali al mondo dell’ edilizia civile.
Non a caso Guido
Driussi è stato uno dei primi ad ottenere la laurea in chimica con
indirizzo sul restauro presso l’Università Cà Foscari di Venezia, città
simbolo dell’importanza della salvaguardia di beni architettonici,
spesso in situazioni di degrado a causa della aggressività ambientale ed
un discontinuo interesse.
Dalla sede presso Vega,
il Parco Scientifico Tecnologico di Venezia, Arcadia Ricerche offre
accurati servizi di consulenza che vanno dal progetto diagnostico alla
proposizione di metodologie, strumenti e prodotti per il restauro,
effettuando anche sperimentazioni di nuovi materiali, fino alla
valutazione di durabilità degli interventi ricorrendo anche al
monitoraggio su sistemi reali.
La società supporta
l’attività di consulenza con una adeguata attività di laboratorio svolta
direttamente con analisi e indagini diagnostiche, prove su campo,
monitoraggi e mappature, offrendo un servizio completo e professionale,
attento agli ultimi sviluppi del settore, anche per quanto riguarda il
rispetto ambientale.
I committenti in genere
sono le pubbliche amministrazioni, i comuni o le istituzioni di un certo
livello, come banche o musei ed i restauratori, anche se non mancano le
aziende produttrici di materiali, spesso bisognose di servizi di
supporto per lo sviluppo di nuovi prodotti o tecnologie
Oltre che in Italia, la
competenza di Arcadia è richiesta anche all’estero, dove il
riconoscimento delle abilità nel settore del restauro degli italiani è
indiscussa. Dopo interessanti esperienze in Egitto e Grecia, nuovi
progetti sono in fase di avvio in Spagna e in alcuni paesi dell’ ex
Iugoslavia e del Bacino del Mediterraneo).
Progetti interessanti
sia per la scarsità di finanziamenti previsti in Italia per il 2009, ma
soprattutto come sfida culturale, prima ancora che tecnica, spiega
Driussi.
Porte aperte anche nel
comparto della formazione, con l’organizzazione di convegni e di corsi
nell’ambito del restauro e dell’edilizia in genere.
‘Conservare e
restaurare il legno’ è il titolo del prossimo convegno Scienza e Beni
Culturali –arrivato alla XXV° edizione , in programma a Bressanone dal
23 al 26 luglio presso la sede estiva dell’Università di Padova .. È
l’occasione per approfondire gli usi e impieghi di un materiale
costruttivo poco considerato, ma di straordinaria importanza storica,
architettonica, strutturale, decorativa e artistica.
L’incontro
rappresenterà anche un’occasione per stimolare la ricerca verso nuovi
temi e per valutare l’impatto che l’impiego di materiali moderni e nuove
tecnologie - dal legno lamellare, al calcestruzzo, all’acciaio, alle
resine, fino ai più recenti materiali compositi - hanno avuto sulle
pratiche di conservazione dell’esistente.
Nel 2009 proseguirà
inoltre la ricerca sotto il segno della salvaguardia ambientale sia in
termini di ecocompatibilità dei prodotti (sistemi all’acqua o comunque a
bassissimo impatto ambientale), sia sotto il profilo della manutenzione
urbana.
Un esempio
significativo riguarda la recente collaborazione con il Comune di
Venezia, e la Sovrintendenza ai Beni Architettonici per il trattamento
anti-scritta e anti murales in piazza San Marco in occasione della
Settimana del decoro organizzata nella città lagunare. La tecnologia,
sviluppata con il Colorificio San Marco, ha ottenuto un doppio
risultato: da un lato l’impiego
di solventi a basso impatto ambientale ha consentito la
rimozione delle scritte
presenti lungo le colonne della piazza e, dall’altro l’applicazione di
un sistema di sacrificio consente la prevenzione di ulteriori
danneggiamenti.